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Accenni di Politca

19 ottobre 2011
Di Nicolò Corrà

Ieri è stato approvato in prima lettura il testo dello Statuto della Regione Veneto. Dopo 10 anni (la discussione sulla modifica del testo del 1971 è stata imbastita da Giancarlo Galan nel 2001) in cui l’approvazione della riforma, che la Regione fu la prima ad impostare in Italia, è naufragata per due volte, di cui una senza nemmeno arrivare al voto in aula, si è potuto raggiungere un risultato quasi storico (oltre che per la lunga gestazione della riforma) visto che il voto del Consiglio Regionale è stato unanime.

Consiglio Regionale VenetoQuesto risultato è un risultato praticamente storico perchè, dopo anni in cui il mondo politico ci aveva abituato a contrapposizioni insanabili e ad un clima più consono ad un derby calcistico che ad un luogo dove si decidono vari e molteplici aspetti della vita della gente, finalmente c’è un accenno di Politica con la P maiuscola: quella in cui praticamente tutti quelli che si impegnano all’interno di partiti o movimenti credono fermamente; quella che fa mettere da parte gli interessi personali, di visibilità, di mediaticità elettorale per raggiungere uno scopo comune nell’interesse dei cittadini.

Senza contare che, sempre ieri, ci sono stati due piccoli ulteriori segnali che la Politica, quando vuole, sa avvicinarsi alle esigenze della gente: sono stati approvati due ordini del giorno che impegnano il consiglio a discutere, all’interno della riforma della legge elettorale regionale e del nuovo regolamento del Consiglio Regionale, del limite di due mandati per i componenti del consiglio e dell’eliminazione del vitalizio per arrivare ad un sistema contributivo da inserirsi all’interno del “normale percorso” per arrivare alla pensione.

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Un nuovo impegno nel PD

17 ottobre 2011
Di Nicolò Corrà

Sono un Democratico della prima ora; uno di quelli che, prima della nascita del Partito Democratico, si interessava di politica ma non si era mai impegnato attivamente ad ha deciso di “scendere in campo”, assieme a tanti altri, attratto dall’idea:

  • di un partito realmente nuovo, non una semplice sommatoria delle precedenti esperienze politiche;
  • di un partito che non sia antiberlusconi, o quantomeno non lo sia per “partito preso”, ma che elabori una reale proposta di governo alternativa;
  • di un partito plurale e senza “padroni” in cui tutti hanno diritto di parola ma che sappia poi raggiungere una posizione unica, anche a maggioranza se necessario.

PD LogoPuò sembrare una scelta strana, la mia, in un periodo in cui soffia forte il vento dell’antipolitica e molti attaccano la classe politica nella sua interezza; spesso senza fare le dovute distinzioni. Eppure sono convinto che impegnarmi attivamente per “cambiare le cose” sia più utile che un semplice indignarsi e protestare. Mettiamo le cose in chiaro: non credo certo di poter cambiare le cose da solo ma, dopo tre anni di militanza attiva all’interno del Partito Democratico, non ho ancora mollato perchè ho incontrato tante altre persone che condividono con me questa voglia di cambiamento e si impegnano per concretizzarla.

Permettetemi, quindi, di augurarCi un buon un buon percorso, un percorso che ho scelto di condividere tramite questo sito/blog, con chiunque vorrà seguirmi, commentare e, perché no, criticare in maniera costruttiva.

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